CULTURA

LE OPERE PIÙ BELLE DEDICATE ALLA PRIMAVERA

La primavera è finalmente arrivata. La stagione in cui la natura si risveglia in tutto il suo splendore è stata d’ispirazione e celebrata da tanti compositori, artisti e scrittori. Da Sandro Botticelli a Vincent Van Gogh fino all’Arcimboldo vedremo, in particolare, come gli artisti hanno dedicato intere opere alla sua celebrazione.

SANDRO BOTTICELLI – LA PRIMAVERA

Questo celebre dipinto, conosciuto con il nome convenzionale di Primavera, realizzato da Botticelli nel 1482 e oggi conservato agli Uffizi a Firenze, è il primo che ci viene in mente quando pensiamo alla raffigurazione della stagione primaverile. L’opera mostra nove figure della mitologia classica che incedono su un prato fiorito, davanti a un bosco di aranci e alloro. Secondo l’interpretazione più accreditata, la figura al centro è Venere, la dea dell’amore e della bellezza, sovrastata dal figlio Cupido, raffigurato bendato mentre scocca il dardo d’amore. 

Sandro Botticelli, La primavera. Copyright

VINCENT VAN GOGH – IL FRUTTETO ROSA

Con l’arrivo della primavera, Van Gogh conosce la vera essenza della natura provenzale. I frutteti lo incantano e sogna di trarne una serie di tele. Mentre stava componendo la serie dei frutteti a metà Aprile, decise di farne un trittico (“Il pero in fiore” la parte “Il frutteto rosa” e ” Il frutteto bianco”) decorativo per il fratello Theo, e per dargli un’idea di quello che stava facendo gli mandò lo schizzo di uno dei tre.

Vincent Van Gogh, Il frutteto rosa. Copyright

VINCENT VAN GOGH – RAMO DI MANDORLO IN FIORE

“Ramo di mandorlo in fiore” realizzato da Vincent Van Gogh nel 1890, rappresenta l’arrivo della primavera attraverso un ramo di mandorlo fiorito dai petali bianchi che si stagliano in un cielo blu.

Vincent Van Gogh – Ramo di mandorlo in fiore. Copyright

CLAUDE MONET – FEMMES AU JARDIN

“Donne in giardino”, realizzato dal pittore impressionista Monet nel 1867 e oggi conservata al Musée d’Orsay di Parigi, rappresenta una tipica giornata primaverile con grande brillantezza cromatica. A predominare nell’opera il bianco degli abiti vaporosi delle donne, investiti dalla luce solare e il verde della natura. Lo scrittore francese Émile Zola apprezzò tantissimo l’opera e la descrisse con queste parole:

«Il sole cadeva dritto sulle gonne di un candore splendente; l’ombra sbiadita di un albero delineava sui viali, sugli abiti resi brillanti dalla luce solare, un grande velo grigio. Nulla di più strano come effetto. Bisogna amare in modo smisurato il proprio tempo per osare così tanto, abiti che l’ombra ed il sole dividono in due»
Claude Monet – Femmes au jardin. Copyright

GIUSEPPE ARCIMBOLDO – LA PRIMAVERA

Per Giuseppe Arcimboldo, il pittore del periodo manierista, noto soprattutto per le “Teste Composte”, la primavera è una donna , allegoria della stagione di rinascita, composta da una grande varietà di fiori. Tutta la figura, infatti, è una composizione floreale, la pelle del viso e le labbra sono petali rosa, boccioli e corolle, i capelli sono un bouquet colorato, gli occhi sono bacche. Una collana di margherite ne orna il collo, mentre il corpo è coperto da una vasta selva di foglie di differenti fogge.

Giuseppe Arcimboldo, La primavera. Copyright

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