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GLOW MAKE UP: L’OMBRETTO AZZURRO NEI FILM

L‘ombretto azzurro è l’indispensabile glow make up da avere sempre in borsetta, ossessione pop che ci riporta, con la sua seduzione vintage, ai mitologici Swinging Sixties sugli occhi di Twiggy, al glam rock di David Bowie in “Life on Mars?” e a qualche angolino lontano dei nostri ricordi dove si ritrova, come ha dichiarato la truccatrice Emi Kaneko, un non so che di indefinibile e familiare, forse un collegamento nostalgico all’infanzia sulle pennellate azzurrine delle cartonate figure di Jessica Rabbit (“Chi ha incastrato Roger Rabbit?“) e Emily (“La sposa cadavere”), delle cattive disneyane Ursula (“La Sirenetta”) e La regina di cuori (“Alice nel Paese delle Meraviglie“) o della nonnina-orsa di casa Pixar (“Red“).

Il must to have della prossima stagione estiva riprenderà sorprendentemente, non a caso, il blue eyeliner alato alle sopracciglia con strass che MAC Cosmetics aveva già lanciato due anni fa, quando aveva scelto come testimonial della nuova linea “More Than Meets the Eye” l’attrice Alexa Demie, oramai icona di stile grazie al trucco indossato per interpretare la misteriosa e volitiva liceale Maddy Perez nella serie tv della HBO “Euphoria“.

Una mania, quella della palette azzurra, che addirittura risale all’antico Egitto quando uomini e donne di tutte le classi sociali lo indossavano con sicura nonchalance -così come faranno, secondo Giulio Cesare, anche i Britanni-, ritornata poi ufficialmente in scena in sfumatura ghiaccio nel 1959 durante il debutto della prima Barbie, bambolina di plastica che stava già anticipando il look più sbarazzino e leggiadro delle “figlie dei fiori” e del blu acido sulle palpebre di  Marilyn Monroe e Jackie Kennedy.

Il debutto di Barbie, 1959 (Copyright immagine)

Dopo i furori (quasi comici, secondo il direttore del trucco di Estée Lauder Tom Pecheux) degli anni ’80, l’ombretto blu si è riconfermato negli anni ’90 come espressione di liberazione dai pregiudizi prima delle ragazzine inquiete (con per la rocker PJ Harvey come esempio) , poi delle trentenni newyorkesi alla Carrie Bradshow (“Sex and the City“) e delle top-model patinate (Kate Moss e Christy Turlington).

Negli anni 2000 è stato poi il turno della compianta cantante R&B Aaliyah a dettare legge in fatto di stile indossando l’ombretto blu nel videoclip del suo singolo di successo “Try Again” e, dopo di Britney Spears e Paris Hilton e, più recentemente, di Dua Lipa, Gigi Hadid e Lizzo agli VMA 2019.

Estremamente artificiale, unico tipo di trucco che non sembra mimetizzarsi, elettrico ed eclettico, oggi vi proponiamo quindi una sequenza di film dove l’ombretto azzurro, così come succede per il rossetto rosso e una collana di perle, è diventato essenziale per definire un personaggio, ridisegnando l’idea stessa della sua personalità e bellezza.

Angela in “Une femme est une femme” (1961)

Con quel filo di ombretto blu pastello e lo chignon arruffato, Anna Karina è, in “Une Femme est une femme“, l’incarnazione perfetta della ragazza francese alla quale un po’ tutte vorremmo assomigliare.

Cleopatra in “Cleopatra” (1963)

Uscito al botteghino nel 1963 questo film si era rivelato un flop, a dispetto dell’ ombretto azzurro scuro di Liz Taylor ideato dal truccatore italiano Alberto De Rossi che invece è diventato, si sa, un intramontabile riferimento di stile.

Madam Sin in “Madam Sin” (1972)

Con indosso un ombretto blu dai colori freddi simile a quello usato ne “Lo scopone scientifico” di Luigi Comencini, l’iconica attrice Bette Davis caratterizza con ancora più incisività il suo spietato personaggio a capo di un’organizzazione criminale internazionale.

Divine in “Pink Flamingos” (1972)

In pochi sanno che la scelta dell’ombretto azzurro elettrico era stata concepita dalla stessa Divine insieme al regista John Water con l’intento di amplificare l’effetto camp e lo stile volutamente artificiale ma giocoso della sua interpretazione.

Dorothy in “Velluto Blu” (1986)

Si muove tra un pianoforte, un sipario rosso e delle luci soffuse di un night club la vita della malinconica chanteuse impersonata da Isabella Rossellini per David Lynch. Il make up artist di questa pellicola, Jeff Goodwin , ha rivelato di aver ottenuto il notorio ombretto blu intenso di Dorothy mescolandone ben due, uno della Lancôme e uno de La Femme.

Cynthia in “Una donna in carriera” (1989)

Non si può parlare di anni Ottanta senza citare almeno una pellicola di Mike Nichols. E l’ombretto azzurro con un mix di colori di contorno di Joan Cusack, ovviamente.

Ginger in “Casinò” (1995)

La pupa del gangster Ginger (Sharon Stone) in Scorsese è barocca e caotica come Las Vegas, con i suoi outfit firmati, pellicce cafone, glitter e una pioggia di gioielli. Ma è forse quello smokey eyes azzurro che ci fa intuire che delle emozioni ben più spettrali aleggiano su questo personaggio.

Mars Attacks! (1996)

Nonostante la flessuosa figura, gli abiti iperfemminili e l’alveare di capelli biondo platino, sotto questo vestito di carne si muove un piccolo goblin alieno. Tim Burton è così pronto a metterci in guardia dalle apparenze. Soprattutto se indossano un sensuale ombretto azzurro!

Lyala in “Buffalo ’66” (1998)

Il famoso critico cinematografico Roger Ebert descriverà il look di Lyala (Cristina Ricci), la problematica donna della quale si innamorerà Vincent Gallo in “Buffalo ’66”, come quello di «una Barbie vestita da prostituta». Il make up stylist del film Gucci Westman ha rivelato in un’intervista di averlo scelto per suggerire l’innocenza sognante di una ragazza ma i cui occhi con ombretto blu «potrebbero suggerire una via d’uscita».

Kirsten in “Never Been Kissed” (1999)

Perché niente ci riporta sulla soglia dell’anno del “millennium bug” come l’ombretto azzurro chiaro abbinato ad un lipstick metallizzato sfoggiato dalla popolare e spensierata liceale Kirsten Liosis (Jessica Alba) in “Never been kissed“.

Suzy in “Moonrise Kingdom” (2012)

Il trucco in un film è parte della narrazione. Ce lo spiega bene Wes Anderson con quel tocco glamour azzurro sulle palpebre di Suzy che ce la fanno sembrare più donna rispetto alle ragazzine della sua età, più teatrale e sensazionalmente moderna.

Elaine in “The Love Witch” (2016)

Una commedia horror che è poi un omaggio ai sixties con il suo mix erotico ed esoterico di colori saturi, dalle unghie laccate rosso sangue a quell’ombretto blu acceso che più volte vira sul viola e sul verde, a seconda dell’umore della strega di riferimento.

Tonya in “Tonya” (2017)

Un plauso a Margot Robbie che per interpretare la pattinatrice Tony Harding si è confrontata con lo spirito ambiguo degli anni Ottanta anche attraverso l’utilizzo di questo ombretto in tinta.

(Copyright immagine in evidenza)

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