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IL MONDO ANIMALE NELLA LETTERATURA

Il mondo animale affascina da sempre l’uomo e per questo motivo è stato approfondito, studiato ed esplorato anche dalle arti come il cinema, la letteratura e la pittura. Nella letteratura il pianeta animale, protagonista di romanzi e racconti, è visto come metafora della natura umana attraverso la rappresentazione dei vizi e delle virtù, e di tanti altri aspetti dell’uomo stesso. Da Esopo a Dante, da Kipling a Orwell: analizzeremo lo sguardo che autori antichi, moderni e contemporanei hanno dato al mondo animale.

ESOPO 

Lo scrittore greco Esopo ci ha lasciato oltre 350 favole, un genere letterario che tutti oggi conosciamo caratterizzato da brevi composizioni, in prosa o in versi fornite di una morale”. Protagonisti dei suoi brevi componimenti gli animali: cicale, formiche, leoni, topi, lepri, volpi, api, rane e tartarughe. Esopo ha raccontato, attraverso la figura allegorica degli animali, i valori, i vizi, le cattive abitudini e i buoni comportamenti umani, lasciando a grandi e piccini un importante insegnamento educativo. 

Basti pensare alla volpe che non arriva all’uva e dice che è acerba. Il canide di medie dimensioni, come alcuni uomini, non riuscendo a superare le difficoltà, accusano le circostanze e non si interrogano sui loro limiti. 

Una volpe affamata, come vide dei grappoli d’uva che pendevano da una vite, desiderò afferrarli ma non ne fu in grado. Allontanandosi però disse fra sé: «Sono acerbi.» Così anche alcuni tra gli uomini, che per incapacità non riescono a superare le difficoltà, accusano le circostanze.

FEDRO 

L’opera di Esopo è stata poi ripresa da Fedro, nel I secolo d.C., che con le sue Fabulae, ci ha dato una riflessione sui costumi e sui comportamenti umani. Lo scrittore latino infatti ha narrato di animali con specifici tratti associati a diverse caratteristiche umane: così ad esempio cani o agnelli erano l’incarnazione delle virtù e del bene, mentre gatti o lupi rappresentavano il male e i vizi dell’uomo. 

Un lupo e un agnello, stimolati dalla sete, erano giunti a uno stesso ruscello. Più in alto stava il lupo, molto più in basso l’agnello. Allora il primo, prepotente e spinto dall’insaziabile gola, addusse un pretesto di contesa: “Perché – disse – mi hai intorbidito l’acqua mentre bevevo?” 

E l’agnello timoroso: “Ma scusa, o lupo, come posso fare quello di cui ti lamenti? L’acqua scorre in giù dalle tue alle mie labbra”. 

E l’altro, vinto dalla forza della verità: “Sei mesi fa – riprese – hai detto male di me”.

Rispose l’agnello: “Ma se non era ancora nato!”

“Tuo padre allora – replicà – disse male di me”. E senza dire altro, affera il povero agnello e lo mangia ingiustamente.

Questa favola è stata scritta per quegli uomini che con falsi pretesti opprimono gli innocenti.

DANTE ALIGHIERI

Anche il Sommo Poeta si è servito, nella sua Divina Commedia, delle figure animali per simboleggiare alcuni archetipi umani in maniera allegorica.  Le tre fiere, la lonza, la lupa e il leone che ostacolano il viaggio di Dante nella selva oscura, all’inizio dell’Inferno, impedendogli l’accesso al colle, hanno un significato allegorico e rappresentano i tre peccati capitali: la lussuria, la superbia e l’avarizia. Tre bestie feroci che ostacolano la via alla salvezza, proprie della natura umana corrotta dal peccato originale.


RUDYARD KIPLING 

Il Libro della Giungla dello scrittore inglese Rudyard Kipling e reso celebre attraverso le numerose trasposizioni cinematografiche, vede protagonisti animali come la tigre Shere Khan e l’orso Baloo e il “cucciolo d’uomo” Mowgli allevato dai lupi in una giungla in India.  Animali e umani si relazionano in diversi modi insegnando il comportamento nella società, l’obbedienza e la conoscenza del proprio posto nel mondo attraverso la metafora della ” legge della giungla”. 

GEORGE ORWELL 

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri” 

Lo scrittore e giornalista inglese, George Orwell, pubblica nel 1945 “La fattoria degli animali”, la satira più famosa e geniale del sistema stanliniano. E’ il racconto di come gli animali di una fattoria si ribellino e, dopo aver cacciato il proprietario, tentino di creare una nuova società fondata sull’uguaglianza. Il progetto fallisce per l’emergere di una classe burocratica, i maiali, che instaurano una tirannia assoluta.

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