Caro John, ho paura dei buchi

Caro John,

mi chiamo Paolo e scrivo per una strana fobia che mi rende spesso oggetto di scherno. Sembrerà probabilmente insolito ma ho il terrore dei buchi in qualsiasi situazione mi capitino. Che siano disegnati, presenti sotto forma di bolle sul corpo, in natura, sui muri, mi provocano un profondo fastidio e sgomento. Non nascondo che nel momento in cui esprimo tale sgomento, non solo non vengo compreso, ma vengo ghettizzato come maschio poiché ciò potrebbe intaccare gravemente la mia sfera sessuale. Ma non sarò l’unico al mondo mi ripeto.

Di che cosa potrebbe trattarsi?

Caro Paolo,

potrebbe trattarsi di un caso di Tripofobia, dal greco- la paura dei buchi, di cui oggi un gruppo di ricerca dell’Università dell’Essex ha spiegato la probabile origine evolutiva. I risultati sono stati pubblicati su Psychological Science. il soggetto tripofobico non tollera la vista di gruppi di buchi ravvicinati tra loro e di una certa profondità, come nel caso di bolle di sapone una attaccata all’altra (che possono ricreare una forma simile a quella di un alveare), e può arrivare a provare forti mal di testa o attacchi di panico. Potrebbe trattarsi di una paura ancestrale, la vista di un insieme di buchi può richiamare alla mente la forma di animali potenzialmente molto pericolosi. Tra questi, il “polpo dagli anelli blu”, lo scorpione giallo, il cobra reale ed altri serpenti e ragni velenosi. La composizione spettrale delle immagini tripofobiche evidenzia alcune caratteristiche tipiche di questi animali e una struttura visiva simile a quella delle strisce, la cui vista può causare mal di testa ad alcune persone.

Nonostante sia molto diffusa, la tripofobia non è ancora riconosciuta ufficialmente come disordine psichico e, come tale, la relativa definizione non è presente nel “Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali”, redatto dall’American Psychiatric Association.

Almeno fino ad ulteriori evidenze scientifiche, la paura dei buchi rimane, quindi, un campo aperto alle ipotesi ed al dibattito.

La tripofobia può essere può essere affrontata con diverse opzioni terapeutiche (psicoterapia, tecniche di rilassamento, farmaci ecc.), anche in combinazione tra loro.

Quest’interventi hanno l’obiettivo di indurre il paziente a razionalizzare la propria fobia, cercando di concentrarsi sulla possibilità di reagire ai pensieri ansiogeni e di affrontare le convinzioni negative associate alla paura dei buchi.

Un approccio risultato efficace nel trattamento della tripofobia è la presentazione degli stimoli fobici al paziente in condizioni controllate, fino ad ottenere una desensibilizzazione sistemica. La terapia comporta l’esposizione graduale e ripetuta nel tempo a figure, oggetti e superfici che presentano pattern geometrici, per affrontare le idee negative associate alla paura dei fori.

Consiglio, dunque, di rivolgerti ad un esperto che gradualmente possa desensibilizzarti al problema attraverso una terapia di rilassamento dinanzi a tali immagini.

@copyright immagine copertina https://www.trentaminuti.it/cose-la-tripofobia-la-strana-paura-dei-buchi.html

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