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INTERVISTA A CARLA CASTELLANA, FOOD BLOGGER DI “CUCINA BENE SENZA”

Secondo recenti statistiche ISTAT allergie e intolleranze crescono di anno in anno per un agglomerato di cause diverse come il mutare delle condizioni ambientali e climatiche o il regredire delle nostre difese generali. In Italia la percentuale della popolazione che presenta allergie e/o intolleranze è salita al 12,7% (rispetto al 2.9% degli anni Ottanta) tanto che, oggi, oltre 300mila persone sono celiache, altrettante sono allergiche al latte, 1,1 milioni al lattosio, 3 milioni al glutine, 5 milioni al nichel mentre 100 mila non tollerano gli additivi alimentari. Questi numeri non possono di certo passare inosservati soprattutto perché stanno sempre più riconvertendo l’abituale carrello alimentare nostrano.

Di professione architetto e autodidatta ai fornelli per passione, la food blogger Carla Castellana ha quindi deciso di sperimentare, con entusiasmo e cura, in “Cucina bene senza” un ventaglio colorato di ricette dedicato a chi ha l’esigenza di seguire un regime alimentare non tradizionale con l’intento di rassicurare i suoi lettori che mangiare bene anche “senza” (nichel, glutine o lattosio) non solo è praticabile ma potrebbe anche trasformarsi in una esperienza gustosa e divertente.

Quando è nata l’idea del suo food blog e canale youtube “Cucina bene senza”?

“Cucina Bene Senza” nasce durante una cena tra amici dall’idea di creare un “luogo” in cui proporre e condividere le mie sperimentazioni, aiutare chi potesse avere bisogno e confrontarmi con chi vive esperienze analoghe alle mie. Quindi Io, insieme ad Antonio, Iolanda e Piero (team di “CBS”), curiamo con amore il food blog creato. In realtà io sono un’architetta, da sempre appassionata di cucina, che per necessità devo seguire un’alimentazione con tanti senza, ma con l’utilizzo di prodotti biologici e farine naturali. Da autodidatta mi diletto a creare piatti e ricette “Senza Nichel”, “Senza Glutine”, “Senza Lattosio”, che mi piace condividere per dare la possibilità, a chi come me vuole o deve avere un regime alimentare non tradizionale, di godersi del cibo differente, ma buono per la bocca e bello per gli occhi. Mi faccio ispirare dai colori, dai paesaggi e dagli eventi per sperimentare nuovi piatti e ricette, spesso partendo da quelle tradizionali per adattarle alla mia “maniera”. Come le ricette, tutto è “home made” e ognuno mette a disposizione le sue competenze.

Le sue ricette sono rivolte a tutti quei lettori che sono costretti, per qualche allergia o intolleranza, a seguire un regime alimentare non tradizionale. È possibile, quindi, mangiare con gusto e soprattutto allegria nonostante la scelta di “ingredienti senza” (“senza nichel”, “senza glutine” e “senza lattosio”)?

L’idea del blog è nata con l’intento di creare dei piatti buoni, belli e invitanti, che permettano anche ai “senza” di godere del cibo attraverso tutti e 5 i sensi, perché tutti hanno il diritto di gustare del buon cibo e non sentirsi esclusi. Tuttavia le ricette sono rivolte a tutti i lettori, non solo agli allergici o agli intolleranti, perché i piatti preparati sono buoni e salutari per tutti, utili da alternare al regime alimentare tradizionale. L’obiettivo è proporre piatti da gustare in contemporanea, immaginare pasti con una pietanza unica per tutti e rendere così il momento del pasto più conviviale e in grado di far sentir meno emarginato chi, per problemi alimentari, deve obbligatoriamente mangiare diversamente. Talvolta purtroppo ci si ritrova col piatto vuoto o con un piatto deprimente, perché su alcune allergie persino molti ristoratori sono ancora impreparati. Se è difficile pretendere questi piatti in tutti i locali, almeno a casa propria non bisogna scoraggiarsi e rassegnarsi. Io penso che se da autodidatta ci sono riuscita io, ci possono riuscire tutti, basta avere la forza di cimentarsi con coraggio e fantasia con alimenti nuovi. Molti prodotti, inizialmente sconosciuti, poi stupiranno e colpiranno per le loro potenzialità e qualità.

Da dove trae ispirazione per le sue creazioni culinarie?

In realtà trovo ispirazione ovunque! Sono una persona a cui non piace mangiare sempre le stesse cose, ma con questo regime abbastanza restrittivo si rischia molto spesso di mangiare piatti monotoni e con gli stessi ingredienti. Mi piace guardare e approfondire tutte le ricette e i piatti che ho modo di osservare, o dal vivo in qualche locale oppure online tramite qualsiasi canale. Solitamente mi faccio attirare dall’aspetto, dai colori o dalla combinazione degli ingredienti. Quindi spesso parto da ricette che non posso preparare con gli ingredienti proposti, a causa degli alimenti a me non concessi, le rivisito e ne creo di nuove del tutto alternative. Ogni volta cerco di capire il rapporto tra gli ingredienti, la funzione di ogni singolo componente e il loro bilanciamento, per trovare il modo migliore in cui compensare la mancanza degli ingredienti a me non concessi e ottenere consistenze e sapori simili alle originali. In particolare mi piace rivisitare i piatti tipici e tradizionali della mia terra, la Puglia, perché sono stati sempre presenti nella mia alimentazione e hanno fatto crescere la mia passione per la cucina fin da piccola, quindi non potrei farne a meno. Poi ho un debole per i panificati e per i dolci, infatti per prepararli divento quasi una piccola scienziata in preda a formule matematiche e proporzioni per trovare la giusta combinazione e creare il prodotto che voglio.

Nella sua rubrica mensile “#ticucinosenza” i suoi lettori hanno l’opportunità di cucinare una pietanza “senza” con un ingrediente fisso, ottenendo poi in seguito un e-book con i menu preparati. Visto che questo progetto è stato ideato con altre tre food blogger (vivolutivo, lapapilladiapollo, cucinadeisenza) per lei è importante fare squadra in rete?

Certo! Per me la condivisione è importantissima. Credo sia indispensabile conoscere e capire certe problematiche anche se non le si vive in prima persona, perché in questo modo possiamo essere d’aiuto per gli altri e possiamo aprire le menti. La mia esperienza purtroppo va oltre le allergie e le intolleranze alimentari, sono anche allergica ai farmaci, ho problemi al sistema immunitario, soffro di artrite psoriasica giovanile e fibromialgia, e grazie all’immunologo e allergologo che mi segue, ho scoperto essere tutto collegato ad un microbiota alterato ed una elevata permeabilità intestinale. Se non fosse per la condivisione di notizie scientifiche e non, per la condivisione di esperienze buone e negative, non sarei mai arrivata a stare bene come sto ora. Quindi condividere, conoscere e sapere sono il fondamento per una vita migliore.

Dalla focaccia di quinoa e teff, alle bombette rivisitate con il vitello fino alle cartellate di riso e amaranto la maggior parte delle sue ricette sono un omaggio della tradizione culinaria della sua terra. Qual è il piatto pugliese che più le ricorda l’infanzia?

Sono molto legata alla tradizione culinaria pugliese e sono ovviamente le cose che più mancano, quando hai un regime alimentare con tutti questi senza. Diciamo che non ho un piatto preferito, ma se dovessi scegliere qualche piatto direi le orecchiette, i panzerotti e le pesche dolci. Quest’ultime sono sicuramente il dolce che più desideravo riprodurre, e dopo un paio d’anni di esperienza, dopo avere capito meglio le caratteristiche degli ingredienti che uso, sono riuscita a ricreare in versione “senza” con molta soddisfazione per la mente e soprattutto per il palato. Mi sentivo nuovamente bambina mentre le mangiavo! Ma ripeto, il bello di realizzare ricette che si avvicinano molto sia per estetica che per sapore a quelle che la tradizione ci propone, rende questi piatti di grande inclusività e convivialità. Molto spesso la mia focaccia è la cena per tutti, così come la parmigiana o le cartellate.

Di professione architetto come riesce a conciliare i suoi ritmi lavorativi con gli aggiornamenti così curati e puntuali del suo food blog?

La professione da architetto con “CucinaBeneSenza” è una vera e propria sfida giornaliera, che talvolta mi porta a non avere orari e a non fermarmi mai! In comune la creatività, l’idea di creare qualcosa di nuovo ed unico, partendo da un “foglio” bianco. In realtà la cucina è da sempre una mia passione e mi fa rilassare dalla frenesia del lavoro e degli impegni famigliari. In generale programmo un calendario con tutta la pianificazione per un paio di mesi e via via di sera preparo i vari piatti in corrispondenza della mia cena o quando ho del tempo libero ricreo le ricette più articolate o faccio gli esperimenti che poi pubblico. Cerco di rispettare la programmazione, alternando tipologie di ricette (primi, secondi, dolci, panificati e stuzzichini) e seguendo la stagionalità degli ingredienti, aspetto fondamentale per un’alimentazione salutare. Potrebbe sembrare facile, ma in realtà dietro un food blog come questo c’è molto lavoro, sperimentazione e studio. Come detto ho i miei amici del “team” di CBS che mi danno una mano, ma inevitabilmente la parte più difficile e creativa e quella di realizzazione della ricetta e per quella ci sono io, sola con la mia cucina che mi rilasso ed estraneo dal resto del mondo. Ovviamente per conciliare i tempi sono necessarie pazienza e passione, senza le quali per esempio non potrei usare uno dei miei ingredienti preferiti: il Lievito Madre di Riso, fondamentale per molte ricette. Questo non è solo un ingrediente, è come un bambino. Va curato e alimentato giornalmente e “cresce” in funzione delle temperature, dell’ambiente e delle attenzioni che riceve. Va usato quando è pronto, e le ricette prevedono spesso lievitazioni per più di 24 ore, quindi la programmazione delle ricette dipende anche dai suoi tempi. Quindi fin quando riuscirò ad incastrare tutti i miei impegni lavorativi con le mie passioni continuerò a portare avanti questo progetto.

Cucina e sensi. Cucina è gusto, tatto, vista, olfatto… ma c’è anche a chi piace cucinare ascoltando musica. Se dovesse abbinare dei piatti a dei brani musicali quali sarebbero?

Li abbinerei senza dubbio alla musica del compositore Yann Tiersen, una musica armonica, polistrumentale e dai forti contrasti che crea flussi di pace, di rilassamento, ma anche di forza, attrazione e di energia. Quando cucino preferisco ascoltare musica “senza voce”, la musica strumentale, in quanto mi concentro maggiormente, divento un tutt’uno con quello che sto creando.

Qual è la sua ricetta della felicità?

La mia ricetta della felicità è cercare di vivere ogni giorno al pieno delle mie forze e nel miglior modo possibile, cercando di essere creativa, autonoma, indipendente e altruista verso il prossimo. Chi mi conosce sa che solitamente mi porto dietro la “nuvoletta di Fantozzi”, infatti ho avuto periodi veramente difficili, da cui mi sono rialzata sempre con molta forza e coraggio. Quindi la mia felicità è cercare di avere sempre la forza di andare oltre, perché si può sempre migliorare.

(Copyright immagine in evidenza)

Per seguire le sane e gustose ricette di “Cucina bene senza by Carla Castellana” cliccate qui o sui canali: Facebook, Instagram & Youtube!

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