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IL GIALLO ALL’ITALIANA, STORIA DI UN GENERE CINEMATOGRAFICO

Il cinema ha da sempre raccontato di crimini e misteri, indizi e dubbi, e lo ha fatto attraverso i film gialli, film che più di tutti stimolano l’abilità dello spettatore a prestare attenzione ai dettagli e alla ricerca di tracce per ricostruire l’accaduto. Assassini, presunti colpevoli, ricostruzioni e indagini sono gli ingredienti principali di questo genere che abbraccia e comprende altrettanti sottogeneri che vanno dal poliziesco al noir, passando per il thriller per arrivare infine allo spionaggio e che trovano ispirazione in molti romanzi e racconti di Agatha Christie con protagonisti Miss Marple o Hercule Poirot, ma anche dalle indagini di Sherlock Holmes, il personaggio ideato da Arthur Conan Doyle, opere letterarie gialle di grande successo. Il termine giallo deriva principalmente dai romanzi a cui è ispirato e viene utilizzato in Italia per la prima volta negli anni Trenta dallo scrittore e poeta italiano, Lorenzo Montano, e alla sua collana “Il Giallo Mondadori”, il termine giallo infatti sta ad indicare il colore della copertina, un colore giallo vivo che si distingueva dagli altri libri.

I film gialli si mescolano con altri generi creando dei nuovi generi filmici, uno dei più conosciuti è il film giallo classico che si concentra su casi difficili da risolvere poiché si hanno a disposizione poche prove e indizi principalmente nascosti dove l’investigatore deve risolvere un vero e proprio enigma, poi ci sono i film polizieschi incentrati principalmente sulle indagini poliziesche e quelli di gangster che si basano principalmente sulle vicende di un criminale o di un gangster, tra cui ricordiamo “Il Padrino” di Francis Ford Coppola, uno dei film più famosi al mondo. Un altro sottogenere del film giallo è il thriller, un genere cinematografico caratterizzato da ritmi veloci, dalla suspense e colpi di scena, la cui azione è arricchita da tecniche cinematografiche come lo slow motion o  il cliffhanger (letteralmente chi rimane appeso ad un precipizio),  uno dei film thriller più famosi e sicuramente “Profondo Rosso” di Dario Argento, inizialmente film giallo, a cui vengono aggiunte caratteristiche del genere horror. Infine vi è il film noir che si distingue per il fatto che l’ambiente assume un aspetto inquietante tramite l’uso del chiaroscuro, “La Fiamma del peccato” di Billy Wilder è uno dei film più rappresentativi del noir in cui questa caratteristica è molto presente soprattutto per quanto riguarda la scenografia degli interni, mentre un altro film di questo genere che avuto molto successo è “Chi ha incastrato Roger Rabbit”di Robert Zemeckis, il quale, anche non essendo pienamente un film noir ma cartoon, richiama molte tipiche caratteristiche del noir come le sue parentesi dark e i suoi straordinari effetti speciali.

In Italia, tra gli anni sessanta e settanta, si sono sviluppati alcuni sottogeneri come il Giallo all’italiana, detto anche thrilling o spaghetti thriller, un filone cinematografico che mescola atmosfere thriller e temi tipici del cinema horror e che non preclude derive slasher tipiche dei film d’exploitation, tra i suoi autori si ricordano Dario Argento, Mario Bava e Sergio Martino. Il film da molti considerato il precursore del giallo all’italiana per la sua teatralità omicida  è “Sei donne per l’assassino” del 1964 di Mario Bava, il maestro del cinema horror italiano insieme a Dario Argento il quale ha tratto ispirazione dai suoi primi film e che con “L’uccello dalle piume di cristallo” del 1970, una mescolanza di noir, thriller e horror calato in una dimensione realistica e che contiene i primi afflati di uno stile del tutto personale, ha decretato il suo esordio alla regia.

Come il giallo è un colore che trasmette luce ed è collegato all’intelletto ma anche alla menzogna, al tradimento e alla follia così il film giallo concentra la sua attenzione sul crimine e sull’investigazione in cui, attraverso un metodo scientifico basato su un’analisi e una deduzione sui fatti avvenuti, lo spettatore viene spinto a ragionare e analizzare la vicenda in un connubio tra storia, immagini, musiche, inquadrature e messa in scena che trasmettono paura e che sono destinate a rimanere per sempre impresse nella mente di chi guarda.

copertina

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