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WANNA: LA DOCU-SERIE SU WANNA MARCHI

Classe 1942, messa in piega platino oppure rossa, trucco vistoso, gioielli enormi, voce squillante, presenza dirompente, Wanna Marchi, è stata la protagonista indiscussa, tra gli anni Ottanta e Novanta, dell’era delle tv private italiane che ha visto nascere il fenomeno delle televendite e l’affermarsi di folcloristici personaggi come l’ansimante «Baffo» (vero nome Roberto da Crema), il mago Anubi, Silvano Longagnani e il suo programma «Parliamo di capelli con Silvano», Giorgio Mastrota e il materasso dell’elefante. Cavalcando l’onda televisiva ognuno di loro, per prodotti o servizi diversi, è stato a suo modo quello che oggi chiameremmo influencer o presunti tali.

E oggi, la più agguerrita nemica del “lardo”, è oggetto della docu-serie Wanna, disponibile in streaming sulla piattaforma Netflix, che ripercorre la parabola esistenziale della regina delle televendite, colei che senza grazia e senza cultura, fondò un impero riuscendo a convincere milioni di persone, soprattutto deboli e sole, a comprare le sue “alghe magiche”, il famoso “scioglipancia” o ad affidarsi al suo mago che con sali e amuleti eliminava definitivamente il malocchio ed altri malefici. Colei che, con il suo tono aggressivo ed il suo forte ascendente verso le persone passò dall’immensa popolarità conosciuta negli anni Ottanta al buio con la condanna a nove anni e sei mesi per bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e associazione per delinquere insieme a sua figlia Stefania. La nuova vita dopo il carcere e, ora, il ritorno della ribalta mediatica con la docu-serie scritta da Alessandro Garramone e Davide Bandiera e diretta da Nicola Prosatore, frutto di un lavoro certosino durato oltre due anni tra indagini, interviste, filmati e materiale di archivio.

“Ci siamo pentite? Assolutamente no. Facevamo quello che tutti continuano a fare, in primis lo Stato con il gioco d’azzardo. Per noi è una pagina chiusa”. 

“Non è magia: è Wanna Marchi, questa è la magia!”

Wanna Marchi (vero nome Vanna Marchi) nasce il 2 settembre 1942 a Castelguelfo di Bologna e subito dopo la morte del padre, avverte la responsabilità di occuparsi della sua famiglia e inizia a lavorare come estetista. Poi, il marito Raimondo Nobile, sposato all’età di diciotto anni e dal quale avrà due figli Maurizio e Stefania, s’inventò l’alga liofilizzata e Wanna Marchi diventò famosa nel suo show in onda in seconda serata su Rete A. Un’ascesa fulminea nell’Olimpo delle televendite, il personaggio di Wanna Marchi diventa un fenomeno di costume entrando nei salotti televisivi di Piero Chiambretti, Pippo Baudo, Catherine Spaak, Maurizio Costanzo ed Enzo Biagi, anche con il celebre claim, “d’accordooo??”, tormentone televisivo che riuscì a trasformare anche in un tremendo “rap”.   Finché qualcosa è cambiato: l’estetista di Ozzano che invitava le casalinghe a farsi belle e ad eliminare il grasso, ha cominciato a vendere i numeri della fortuna, in compagnia della figlia Stefania e del mago brasiliano do Nascimento vendendo talismani, amuleti e kit contro le influenze maligne. Ascesa e caduta di un mito. Oggi Wanna Marchi e sua figlia Stefania Nobile hanno scontato tutte le condanne e hanno pagato il loro debito con la giustizia. Vivono fra Milano e l’Albania.

“Ti penti? Ma chi è che si pente? Buscetta si pente. Io non mi pento.”
(Stefania Nobile)

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