IL MONDO DEL LAVORO RACCONTATO SUL GRANDE SCHERMO

Quella del lavoro è una dimensione presente quasi sempre in ogni storia raccontata per il grande e piccolo schermo. Tra passato e presente, tra crisi economica, innovazione digitale, nuove normative, lotte per il riconoscimento dei propri diritti, sono tante le tematiche al centro del dibattito cinematografico. 

Da Charlot a Elio Petri, da Ken Loach a Sydney Sibilia, abbiamo selezionato alcuni titoli significativi su tematiche sempre attuali.

CHARLIE CHAPLIN E LA FABBRICA: TEMPI MODERNI (1936)

Scritto, diretto e interpretato da Charlie Chaplin (Charlot), Tempi moderni affronta l’alienazione della modernità, il conflitto uomo-macchina attraverso le vicende di un operaio costretto quotidianamente a ripetere gli stessi gesti meccanici all’interno di una fabbrica. La pellicola alterna gag esilaranti a momenti di riflessione sulle frustrazioni provocate dalla catena di montaggio e dal mito della produzione capitalista.

E NOI COME STRONZI RIMANEMMO A GUARDARE (2021)

Il nuovo film diretto da Pif racconta il mondo dei rider, fattorini in bicicletta arruolati dalle app di consegna, ma anche quello del precariato attraverso una commedia distopica che vede protagonista Arturo Giammaresi, interpretato da Fabio De Luigi, un ingegnere informatico di 48 anni licenziato dall’algoritmo che lui stesso ha creato, e costretto, per sopravvivere, a lavorare come fattorino.

SORRY WE MISSED YOU (2019)

Il regista e attivista politico britannico, Ken Loach, ha dedicato gran parte della sua cinematografia all’universo dell’impiego e al suo lato oscuro, descrivendo le condizioni di vita dei ceti meno abbienti e schierandosi sempre dalla parte dei lavori e della difesa dei loro diritti.

Nell’ultimo film intitolato “Sorry we missed you” racconta attraverso le vicende di una famiglia del Newcastle la difficile attività dei corrieri freelance, un sistema che, solo apparentemente, produce liberi professionisti, ma in realtà nasconde storie di sfruttamento lavorativo.

LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO (1971)

“Con il mio film sono stati polemici tutti, sindacalisti, studenti di sinistra, intellettuali, dirigenti comunisti, maoisti. Ciascuno avrebbe voluto un’opera che sostenesse le proprie ragioni: invece questo è un film sulla classe operaia” . Elio Petri

Elio Petri, uno dei registi migliori nel panorama del cinema sociale, ne “La classe operaia va in paradiso” ci mostra la condizione dei lavoratori nelle fabbriche italiane degli anni Settanta, raccontare il rapporto alienato degli operai con la macchina e i tempi di produzione e allo stesso tempo il mondo fuori.

SMETTO QUANDO VOGLIO (2014)

“In Italia una droga per essere definita tale dev’essere censita nell’elenco delle molecole illegali del Ministero della Salute. Cocaina, eroina, anfetamina, metadone, ecstasy e più o meno altre 200 molecole fanno parte di quell’elenco. Se una molecola non è in quella tabella allora la puoi produrre, la puoi assumere, ma soprattutto la puoi vendere. A 24 anni mi sono laureato in neurobiologia con il massimo dei voti, ho un master in neuroscienze computazionali e uno in dinamica molecolare. Negli ultimi mesi ho messo su una banda che gestisce un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro, sono accusato di produzione e spaccio di stupefacenti, rapina a mano armata, sequestro di persona e tentato omicidio. Mi chiamo Pietro Zinni… e sono un ricercatore universitario”.

Pietro Zinni (Edoardo Leo) all’inizio del film.

Smetto quando voglio segna l’esordio alla regia di Sydney Sibilia, giovane regista, sceneggiatore e produttore di origini campane. Il primo capitolo della trilogia cinematografica “Smetto quando voglio” narra la storia di un gruppo di talentuosi ricercatori universitari (assegnisti di ricerca e professori a contratto) che tentano di uscire dalla precarietà cronica producendo e spacciando smart drugs.

GLI ULTIMI SARANNO ULTIMI (2015)

Dopo il successo dell’omonima pièce teatrale, il regista, sceneggiatore e attore romano, Massimiliano Bruno, porta sul grande schermo “Gli ultimi saranno ultimi”, una commedia amara e attualissima. Protagonista è Luciana Colacci (Paola Cortellesi) un’operaia sposata con Stefano (Alessandro Gassmann), provetto meccanico, disoccupato perché non vuole stare “sotto padrone”.

Una donna che sogna, insieme a suo marito, una vita dignitosa per il figlio che presto arriverà. Ma c’è un momento della vita della donna in cui lo status di lavoratrice e lo status di madre si incrociano: è il momento della gravidanza e della nascita di un bambino. Nello specifico, Luciana, si ritroverà disoccupata alla vigilia del parto e deciderà di reclamare giustizia. Mescolando con delicatezza ironia e commozione Massimiliano Bruno ci mostra una pagina della nostra quotidianità tra crisi, indifferenza, ingiustizia e precarietà.

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