HAPPYish OVVERO COME COMBATTERE CONTRO NOI STESSI ED ESSERE MEDIAMENTE FELICI

Quella di HAPPYish è una storia semplice, raccontata con sarcasmo e disincanto. Diciamo pure che è una presa per i fondelli della società in cui viviamo. Il cast della serie è stellare, abbiamo come protagonisti l’inglese Steve Coogan e la meravigliosa Kathryn Hahn che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare in Parks and Recreation.

LA TRAMA

La storia è quella quotidiana di una famiglia americana. Lui, è Thom Payne, pubblicitario quarantaquattrenne che lavora in una grandissima agenzia alle prese con un cambiamento epocale: per restare al passo con i tempi, vengono nominati come direttori creativi due giovanissimi svedesi, che cercano di portare all’interno dell’azienda tutto un alone di fighettitudine da startup digitale che il protagonista non sopporta. Questo cambiamento manda in crisi Thom, che si mette a riflettere sulla sua vita, sul suo lavoro (soprattutto con il collega Jonathan, ovvero Bradley Whitford) e sul suo matrimonio (la moglie è appunto Hahn).

Episode 101

Tutto prende il via dal cambiamento e dalla voglia di non cambiare affatto. L’essere a passo coi tempi, vivere delle relazioni normali è tutto ciò che i protagonisti della serie (che banali non sono per nulla) rifuggono. In una costruzione semantica quasi perfetta, la trama su sussegue in quadri in bianco e nero di una coloratissima società dei consumi, tra inettitudine e ambizione, spirito innovativo e conservatore.

LA FORZA È NELLE IDEE

Questa serie tv è tutto ciò che stavate cercando in una comedy originale e innovativa. Sembra quasi un romanzo di formazione (forse lo stesso che Thom, il protagonista, vuole scrivere ormai da troppi anni e che non riesce a fare). È una commedia dell’arte e sull’arte. Le maschere dei protagonisti sono ben strutturate ma non si armonizzano con la società in cui vivono. Sono come dei prototipi umani mal riusciti in una società che disprezza la diversità e la criticità unica dell’individuo.

Il non volersi conformare e il conformarsi per forza in una delle scene clou della serie, racchiude tutto il sentimento del plot narrativo: la moglie di Thom, Hahn, ha bisogno di un nuovo cellulare. Si reca perciò in uno store di telefonia. Qui la commessa propone alla donna l’acquisto dell’ultimo modello di iPhone. La donna non lo vuole e non vuole nemmeno che la commessa insista affinché lo acquisti. Ma purtroppo non va come lei crede. La commessa prende la donna per sfinimento e al culmine della tragicità della scena, Hahn è “costretta” a comprare l’iPhone proposto.

Ecco come il voler essere fuori dalla massa costringe Hahn a entrare a farne parte. Ma questo è solo uno dei tanti episodi che si susseguono nelle puntate della prima stagione. Geniale è inoltre la scelta dei titoli dei vari episodi. Il primo, per esempio, si intitola Starring Samuel Beckett, Albert Camus and Dr. Alois Alzheimer. Ed è proprio di questi personaggi storici che l’episodio parla, ma non in maniera didascalica, lo fa prendendo spunto dalle reali situazioni dei protagonisti.

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Purtroppo la serie è stata cancellata e non vedremo una seconda stagione. Fatto sta che la prima ed unica season rimane una perla televisiva, forse troppo “ricercata” per essere stata compresa fino in fondo. Noi, però, ne consigliamo vivamente la visione. Sarete più cinici e disincantati, ma sicuramente questo stuzzicherà la vostra dimensione critica, portandovi ad acquisire un sarcasmo che ritenevate sopito.

Buona Visione!

 

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