CULTURA

ADDIO A CARLO GIUFFRÈ – UNA VITA PER IL TEATRO

Si è spento ieri il noto attore teatrale italiano Carlo Giuffrè. Nato nel dicembre del 1928 in quella meravigliosa Napoli che all’epoca pullulava di teatranti e ci regalava perle di teatro indimenticabili.

È proprio in questo clima che trasudava arte che Carlo Giuffrè cresce e alimenta la sua di arte. Debutta a teatro sul finire degli anni Quaranta insieme al fratello, Aldo Giuffrè, e il grande Eduardo de Filippo. E proprio di quest’ultimo, nella maturità, Giuffrè dirigerà i più grandi capolavori a teatro da Le Voci di Dentro a Napoli Milionaria. Ma la carriera di Giuffré si è allargata alla televisione, agli sceneggiati (Tom Jones del 1960 e I Giacobini nel 1962) fino al Festival di Sanremo che presentò nel 1971. Questo permise al grande attore di diventare noto anche ad un pubblico più vasto.

Nel 2007, l’allora presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, lo insignì del titolo di Grande Ufficiale e in quell’occasione regalò a tutti noi una meravigliosa testimonianza sull’importanza del teatro, e di come esso possa essere una forma d’arte così tanto importante e radicata nel nostro patrimonio culturale, soprattutto quando parliamo di teatro popolare.

A ilfatto.it ha rilasciato un’intervista sull’importanza dell’espressione artistica e teatrale: “Se non ci fosse stato il teatro, non avrei saputo fare altro.  Il teatro è tutta la mia vita. Pensate che a casa barcollo, m’ingobbisco, mi annoio, ma in teatro ritrovo il passo. È un’altra storia. In scena si guarisce. E poi sapete che vi dico: gli attori vivono più a lungo, perché vivendo anche le vite degli altri, le aggiungono alle loro”. 

Con Roberto Benigni è stato protagonista di Pinocchio dove il comico l’aveva scelto per la parte di Geppetto. Questa esperienza non è stata una delle più piacevoli della carriera di Giuffrè. Tante le incomprensioni sul set con Benigni e soprattutto tante le scene tagliate che vedevano protagonista Giuffrè nei panni di Geppetto. A detta del grande attore, Benigni avrebbe tagliato intere scene perché l’unico intento era quello di mettere in risalto la moglie Nicoletta Braschi.

Ma, diatribe a parte, Carlo Giuffrè è stato un grande attore italiano, e vogliamo ricordarlo con le parole di un altro attore napoletano, Vincenzo Salemme, con lui al cinema nella commedia del 2016 Se mi lasci non vale: “Carlo portava dentro di sé il patrimonio delle grandi famiglie teatrali napoletane, ma, come coloro che sono strettamente legati a una tradizione, sapeva essere moderno. Incarnava un vecchio papà molto tenero, era bravissimo a rendere questo suo personaggio ambiguo, che nel film alternava momenti di arguzia a attimi di infantilismo. Era un grandissimo attore, aveva la forza del passato e la spregiudicatezza di chi guarda al futuro: era un porto aperto in cui potevano attraccare navi di tanti tipi“.

Immagine di copertina

 

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