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21 GENNAIO 1905: LA VELLUTATA ELEGANZA DI CHIAMARSI CHRISTIAN DIOR

È proprio nel Novecento che l’haute couture si prepara al suo giro di boa quando, ad imporsi sulle scene, è uno stilista dalla faccia da ragioniere ma dall’inaudito talento e il nome di questo schivo e pignolo sarto che rivoluzionerà per sempre il modo di vestire la silhouette femminile dopo gli anni della guerra del rigore e della scarsità di stoffe pregiate è Christian Dior.

Christian Dior nasce il 21 gennaio 1905 a Granville, Francia, da una ricca famiglia di industriali che, prima di un disastroso tracollo finanziario, lo aiuta ad aprire una piccola galleria d’arte quando ha appena vent’anni.

Dopo aver chiuso l’attività ed essersi formato presso la casa di moda di Lucien Lelong, Dior, come scrive nella sua fitta autobiografia “Christian Dior & Moi” (Donzelli Editore), avverte l’urgenza di fondare un proprio atelier di moda nel 1946, con l’aiuto finanziario di Marcel Boussac, il re del cotone.

La rivoluzione della moda di Dior risiede nel valorizzare una femminilità sobria ed elegante attraverso la raffinatezza dei tessuti che prevedono lunghi guanti, gonne a corolla con apertura a fiore che si stringono in vita, guepière, bustini, tacchi alti e effluvi di profumi, specie al mughetto, al bergamotto e alla rosa centifolia (come l’iconico Miss Dior).

Le spalle scelte dallo stilista silenzioso sono arrotondate, la gonna più corta, a 20 centimetri da terra, spesso con linee verticali e a tubo, mentre, per assottigliare la figura, Dior sceglie le nuove linee a tulipano o a H e A che valorizzano soprattutto il seno.

Dior è stato anche il primo stilista a creare un brand di moda completo, associando agli abiti gli accessori come borse, scarpe, foulard, profumi e persino smalti per le unghie:

Il dettaglio è importante come l’essenziale. Quando è inadeguato rovina l’insieme.

 

L’eleganza femminile, sosterrà sempre Christian Dior, dev’essere la giusta combinazione di distinzione, naturalezza, cura e semplicità, perché

Fuori da questo, credetemi, non c’è eleganza. Solo pretesa.

 

L’iconico abito della Principessa Margaret targato Dior (Copyright immagine)

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