Serie TV

STRANGER THINGS

Il colosso televisivo Netflix ha messo a segno un altro colpo da maestro e lo ha fatto permettendo ad un’intera generazione di rivivere la propria infanzia. Stiamo parlando della generazione cresciuta a pane e romanzi di Stephen King, che, dal divano di casa, sognava di compiere incredibili avventure come nel film “I Goonies”, che voleva vivere un’estate come in “Stand by me”. Insomma, una generazione cresciuta tra gli anni ’80 e ’90, quando il cinema e la letteratura per ragazzi sfornava capolavori che valicavano il sottile confine tra reale e immaginario. Proprio questi sono gli ingredienti della nuova Serie Tv rivelazione di quest’estate 2016, Stranger Things. 

Parte del cast di Stranger Things

Parte del cast di Stranger Things

 Ambientata nel 1983, Stranger Things segue le avventure paranormali di un gruppo di ragazzini delle scuole medie, nerd e patiti del gioco di ruolo Dungeons & Dragons. Infatti, i protagonisti dello show televisivo, nelle prime scene del pilot, stanno proprio giocando a questo gioco fantasy che li vede alle prese in una lotta all’ultimo sangue con un fittizio Demogorgone. Una volta finita la partita, tornando a casa, uno dei ragazzini, però, si troverà faccia a faccia con un mostro che di fantastico non ha proprio nulla e che, infatti, lo rapirà. Il ragazzo in questione è il dodicenne Will Byers e tutte le puntate di questa prima stagione ruoteranno attorno alla sua ricerca. Il primo personaggio a rendersi conto che qualcosa non va, è proprio la madre di Will, Joyce Byers (magistralmente interpretata da Wynona Ryder n.d.r). Lei, creduta inizialmente pazza dalle persone a lei più vicine, si lancerà in un’affannosa ricerca del figlio e in una battaglia “all’ultimo sangue” con il Dottor Martin Brenner, capo delle ricerche in un laboratorio segreto nella cittadina di Hawkins, dove la storia si svolge.

 

stranger-things-netflix-dungeons--dragonsArtefici del dinamismo che caratterizza tutta la prima stagione, sono i tre ragazzi amici di Will, che, aiutati da Undici, una ragazzina con poteri speciali, scappata dal laboratorio segreto del Dottor Brenner, si ficcheranno in rocambolesche avventure. Ciò che caratterizza i personaggi di Mike, Dustin, Lucas e Undi, è sicuramente il coraggio misto a un pizzico di sana inconsapevolezza. Ma si sa, per gli amici, quelli veri, si è disposti ad affrontare ogni pericolo pur di arrivare alla verità. E saranno proprio loro a comprendere che la verità non è a senso unico, ma che per riuscire ad avere delle concrete risposte, bisognerà varcare quel labile confine tra mondo reale e “sottosopra”, ciò che non si vede ma che è presente.

 

strangerthings5_jpg_1003x0_crop_q85I realizzatori di questa innovativa serie tv sono i due fratelli gemelli Matt e Ross Duffer, giovani registi raffinati e sicuramente con una marcia in più. Questo lo si evince anche dalla scelta del cast, che sicuramente non è casuale. Tra i protagonisti di Stranger Things ci sono due attori caduti nell’oblio in questi ultimi anni, ma che hanno reso grande il cinema degli anni ’80 e ’90. Ci riferiamo a Wynona Ryder e David Harbour, icone di un cinema diverso da quello che siamo soliti conoscere. Inoltre, i due registi, con tenacia e passione, hanno continuato a portare avanti il progetto  di Stranger Things (il primo nome del progetto era Montauk), anche quando molti produttori gli hanno chiuso le porte in faccia. E ovviamente, finché Netflix ha capito il vero valore del prodotto.

 

Lo stile narrativo delle otto puntate che compongono la prima stagione è sicuramente nostalgico, ma questo non lo rende un prodotto che “sa di muffa”, anzi. Le componenti d’innovazione narrativa stranger-things-posterè proprio il citazionismo, magistralmente guidato, che cattura l’attenzione dello spettatore più attento e che incuriosisce il pubblico più giovane. La curiosità dei giovani sta proprio nel voler scoprire un mondo diverso da quello che sono abituati a conoscere, una realtà fatta di giochi da tavolo, walkie talkie, reflex analogiche, compilation su musicassetta e stili di vita semplici. Insomma, è un ritorno alle origini, un voler innovare guardando indietro con rispetto e contemplazione. Stephen King, Spielberg, i The Clash, e tutti gli anni ’80, stanno a questa serie tv come Bastian sta a Falkor ne “La storia infinita”, come Slot sta a “I Goonies”. Ma abbiamo detto fin troppo e le chiacchiere stanno a zero, poiché,  poco possono esprimere senza passare direttamente alla visione dell’opera. Quindi, se ancora non l’ avete fatta, non perdete altro tempo, preparate i popcorn e iniziate la visione dei primi otto episodi, poi bisognerà aspettare un altro anno. In bocca al lupo.

 

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