MYFOODY: L’APP ANTI-SPRECO CHE STA CONQUISTANDO L’ITALIA

Combattere lo spreco alimentare con un’app è possibile? Sì, ed è quanto fatto da 5 ragazzi under 30 di Milano che armati di talento e creatività hanno dato vita a MyFoody, una startup italiana attiva nel settore alimentare.

Progetto che ha preso il via nel 2014 e già vincitore di prestigiosi premi come l’Alimenta2Talent, MyFoody, anche grazie all’avvento delle nuove tecnologie, permette attraverso un’app dotata di geolocalizzatore di far conoscere agli utenti interessati tutte le offerte anti-spreco dei distributori affiliati e a loro vicini, ponendo così fine ad un circolo vizioso dannoso per l’ambiente e oneroso per le tasche.

Cos’è “MyFoody”?

MyFoody è una startup milanese che lavora sugli sprechi alimentari mettendo in connessione i punti vendita della distribuzione alimentari con i cittadini tramite un’app. Sull’app MyFoody si possono trovare prodotti alimentari a rischio spreco in offerta (ossia prodotti vicino la scadenza, con difetti di confezionamento o in overstock, tutti di buona qualità) risparmiando sulla spesa.

Come nasce questo progetto?

L’idea nasce mentre Francesco Giberti, fondatore e CEO di MyFoody, stava scrivendo la tesi di laurea in Belgio. Comprò un pacchetto di biscotti bio e, poco dopo averlo aperto, vide che sarebbero scaduti il giorno dopo. Si domandò come fosse possibile collegare il prezzo alla vita del prodotto e, con un po’ di ricerche, capì che tanti supermercati hanno il problema degli sprechi alimentari. Decise così di coinvolgere alcuni amici per pensare ad una soluzione, ed ecco MyFoody.

Chi sono le menti di “MyFoody”?

Come detto prima, l’idea nacque da Francesco ma trovò subito appoggio da suoi amici. Da quel momento l’idea si è evoluta e il team si è ingrandito. Oggi è composto da 5 ragazzi under 30, che si dedicano a tempo pieno all’attività. Francesco Giberti è laureato in giurisprudenza ed ha un’esperienza lavorativa nel ramo della responsabilità sociale d’impresa; un ragazzo laureato in economia; un ingegnere che si occupa dello sviluppo del prodotto e ha lavorato per una multinazionale del settore spaziale; una ragazza molto giovane che si occupa dei social ed ha esperienze pregresse nel settore. A completare il team sono un legale, un CTO, un architetto e due advisor finanziari.

Qual è il rischio più grande che deriva dallo spreco alimentare?

Lo spreco alimentare è un problema importante e complesso in quanto coinvolge diversi attori che producono prodotti molto diversi tra loro e che svolgono anche funzioni differenti. Crediamo che al momento siano state messe in atto varie iniziative ma si può fare ancora molto. MyFoody è stato pensato proprio per creare un servizio in grado di ridurre gli sprechi alimentari nei supermercati.

La maggior parte dello spreco avviene nelle mura domestiche ma anche nella parte della filiera relativa alla distribuzione alimentare si consuma molto e MyFoody interviene proprio su quest’ultima.

myfoody-come-funziona

L’approccio da voi utilizzato è quello della blue-economy, mi potete spiegare più in dettaglio cosa significa?
La blue-economy è un modello di business che esiste a livello globaleved e’ particolarmente incoraggiato all’interno dell’Unione Europea attraverso l’esistenza di

fondi espressamente dedicati. Questo modello e’ teso alla creazione di un ecosistema sostenibile grazie alla trasformazione di sostanze precedentemente sprecate in nuove risorse.

MyFoody interviene nella gestione delle eccedenze alimentari, dando vita a un canale attraverso il quale le imprese possono creare valore economico, sociale e ambientale dal recupero dei propri prodotti “a rischio spreco”, creando una vera e propria rete contro lo spreco che valorizza l’elemento territoriale.

Come funziona il riciclo dei prodotti?

I consumatori, accedendo all’app MyFoody, visualizzano i diversi punti vendita che fanno parte della Rete Contro Lo Spreco e le relative offerte sui “prodotti a rischio spreco” presenti. Tali prodotti in offerta potranno essere acquistati dai consumatori direttamente nel punto vendita. Uno degli obiettivi di MyFoody, infatti, è quello di avvicinare il consumatore al negozio, generando pedonabilità. Nell’area antispreco MyFoody, presente in ogni supermercato, i consumatori avranno inoltre la possibilità di accedere gratuitamente a contenuti di sensibilizzazione sul tema sprechi alimentari pubblicati sul Blog di MyFoody, con l’obiettivo di migliorare i comportamenti dei consumatori e permettere di diminuire gli sprechi domestici che ad oggi rappresentano circa il 50% degli sprechi alimentari totali. Ricette anti-spreco, consigli su come conservare al meglio i prodotti saranno solo alcuni dei temi affrontati.

Il tutto grazie alla tecnologia, che rende immediata la disponibilità dei prodotti “a rischio spreco” e valorizza l’esperienza dell’utente all’interno del supermercato.

immagine-myfoody

Come mai avete pensato proprio ad un app?

Riteniamo che la tecnologia, e in particolare la velocita’ delle app, possano permettere una piena compartecipazione dell’utente nella rete MyFoody, cosi’ da renderlo attore delle proprie decisioni di consumo, piuttosto che semplice consumatore. Inoltre, le app permettono la ricezione di alert legati ai contenuti che creiamo: ecoricette, consigli su come riciclare le parti di scarto della frutta e della verdure, notizie su start-up della blue economy nel mondo.. Se ben utilizzata, la tecnologia “applicata” – la tecnologia delle app – puo’ creare processi di decisione consapevole e, magari, una migliore democrazia nel lungo periodo.

Attualmente è positivo il riscontro degli utenti con “MyFoody”?

Sono sempre di più le persone di Milano (che vivono nel capoluogo o anche solo lo frequentano) che stanno scaricando l’app MyFoody in modo da consultarla prima di recarsi nei punti vendita. I numeri crescono di giorno in giorno e gli apprezzamenti e gli incoraggiamenti che continuiamo a ricevere sono il motore che ci spinge ad andare avanti e credere nella nostra idea.

Siamo in prossimità del natale e del capodanno, due festività, per antonomasia, nelle quali viene consumato e sprecato molto cibo, pensate che “MyFoody” possa aiutare i consumatori?
Siamo certi di poter contribuire a ridurre lo spreco alimentare delle festività. Sia tramite il servizio che offriamo che non va in vacanza durante le feste natalizie sia

per i consigli antispreco che diamo sul BlogMyFoody (http://blog.myfoody.it/).

Quali sono gli obiettivi futuri del team “MyFoody”?

Non nascondiamo la voglia di raggiungere obiettivi ambiziosi, cercando di coinvolgere sempre più supermercati di grandi dimensioni (che a voler guardare sono proprio i grandi punti vendita ad avere un’elevata quantità di cibo invenduto a fine giornata) e raggiungere nuove mete, nuove città italiane!

 

Valentina Nesi

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