FACEBOOK DEVELOPER CONFERENCE 2017 – UN RESOCONTO SULLA REALTÀ AUMENTATA

Durante le giornate del 18 e 19 aprile 2017 si è tenuto a San Jose la Facebook Developer Conference F8, evento organizzato da Facebook e condiviso live in streaming proprio dal colosso dei social network. Durante la prima giornata, con l’obiettivo di illustrare le prossime novità e la direzione che la società sta seguendo, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha tenuto un talk su quello che sarà il prossimo passo verso la condivisione globale tramite web.

Proprio in questo talk, Zuckerberg ha chiarito come la società stia attualmente puntando sulla realtà aumentata (Augmented Reality, AR) e di come voglia renderla l’elemento chiave della condivisione del futuro. Ma la AR non avrà solo impatto sulla condivisione della nostra vita con gli altri, avrà anche applicazioni per quanto riguarda l’arte, i videogiochi e la vita di tutti i giorni. Non c’è ancora nulla di realmente concreto da mostrare, nulla oltre tante idee potenzialmente sviluppabili, ma il concetto è semplice e immediato: Facebook vuole investire su qualcosa che può arrivare a chiunque e ha trovato il mezzo giusto nelle fotocamere che tutti abbiamo nel nostro smartphone.

realtà aumentata: la fantascienza è qui, signor zuckemberg

Ma come mai proprio l’AR? Quello che ha sicuramente contribuito a convincere del tutto è stato il grande successo di un’applicazione come Pokémon Go, citata dallo stesso Zuckerberg nella sua presentazione come esempio di AR con oggetti digitali. Altro punto focale della scelta della AR come giusta direzione è, come detto, la potenzialità di renderla immediatamente utilizzabile da tutti tramite dispositivi già in nostro possesso, al contrario della Realtà Virtuale che fatica a diventare un servizio di consumo globale per via del costo dei diversi visori.

Per quanto riguarda la Realtà Aumentata, è stata anche fatta una distinzione tra le varie possibilità di utilizzo, dividendola in tre diverse categorie: la AR che permette di mostrare informazioni, la AR che permette di aggiungere oggetti digitali e la AR che permette di arricchire elementi già esistenti. Per ogni categoria, Zuckemberg ha dato esempi di un primo e primitivo utilizzo di tale Realtà Aumentata, spiegando come queste funzionalità siano primitive perché il campo dell’AR è ancora molto giovane e richiede lo sforzo congiunto della comunità per potersi sviluppare. È proprio in questa ottica di crescita e sviluppo che è stata presentata la piattaforma di sviluppo per l’integrazione dell’AR.

Zuckemberg ha anche “realizzato” un memorandum ricondiviso sul suo profilo personale Facebook: “trasformare la fotocamera da funzionalità a piattaforma dove ogni sviluppatore può lavorare sulla Realtà Aumentata sarà un importante passo avanti”. Se questo F8 deve lasciare un messaggio, deve essere quello di cambiare la concezione che abbiamo dei nostri dispositivi e iniziare a intuire le potenzialità a nostra  disposizione per poterle sviluppare nella direzione giusta.

Non sono mancate strizzate d’occhio al progetto HoloLens della concorrente Microsoft e a quel flop che sono stati i Google Glass. Mark Zuckemberg non ne ha parlato direttamente, ma è abbastanza chiaro che lo sviluppo di lenti in grado di integrare servizi di AR con servizi del suo social network sono nei piani dell’azienda. È normale pensare ad occhiali o lenti a contatto che ci permettano una sovrapposizione totale tra informazioni virtuali e realtà che ci circonda, ma è la diffusione dei nostri dispositivi mobile che ha permesso le prime esperienze di AR.

google e microsoft, due grandi concorrenti

Il continuo specificare che c’è ancora lavoro da fare per poter avere risultati apprezzabili e commercializzabili denota anche la voglia di non lanciare sul mercato dei prodotti costosi e attraenti solo per gli interessati in tecnologia, ma di creare una struttura di servizi che poi possa essere sfruttata a pieno da qualcosa di comodo e attraente per tutti. Rivolgendo la nostra attenzione alle altre aziende importanti del settore, possiamo vedere come Facebook non sia stata di certo la prima a puntare sulla Realtà Aumentata ma forse è la prima a riconoscere la necessità di tempo e lavoro prima di ottenere una tecnologia commercializzabile.

Riprendendo proprio l’esempio dei Google Glass, il progetto di Google è stato un flop a livello commerciale per diverse ragioni, di cui le più importanti sono sicuramente il loro prezzo elevato, l’alta aspettativa da parte del pubblico e la paura per una possibile e costante violazione della privacy. Semplicemente, un prodotto accattivante ma composto da poco più di costose promesse che hanno spaventato le persone e hanno attirato un ristretto bacino d’utenza. Insomma, una gestione del brand non proprio ottimale.

Restando in casa Google, la società sta sviluppando una nuova piattaforma per la Realtà Aumentata, questa volta restando in ambito smartphone. Project Tango, questo il nome del nuovo progetto Google legato ad Android, permette di sviluppare applicazioni per dispositivi mobile compatibili in grado di sfruttare i sensori integrati per mappare e utilizzare lo spazio circostante, sovrapponendo elementi virtuali con cui è possibile interagire. Attualmente sono stati prodotti i primi smartphone in grado di sfruttare questa nuova realtà, che si sta muovendo sicuramente con più cautela e sta riscuotendo più successo del precedente progetto di AR.

Microsoft, invece, ha mostrato diversi video dimostrativi delle sue HoloLens, veri e propri computer dalla forma di visori. Lo scopo degli HoloLens non è esattamente lo stesso dei Google Glass: Microsoft sta sviluppando un dispositivo in grado di permettere un’integrazione dell’ambiente di lavoro con applicazioni professionali che sfruttano la generazione di ologrammi. HoloLens sono quasi una via di mezzo tra la AR e la VR e sono un dispositivo potente e stand alone, capace di trasformare l’ambiente circostante in un vero e proprio ambiente di lavoro manipolabile e mutevole, rivolto più a professionisti che alla fruizione su ampia scala.

Quasi contrapposta alla Realtà Aumentata c’è la Realtà Virtuale, tecnologia su cui anche Facebook ha investito e puntato negli anni passati. Come già detto, un grande freno alla diffusione della VR rispetto alle potenzialità della AR sta nella necessità di acquistare costosi device appositamente costruiti per permetterci di vivere e interagire nel mondo virtuale in cui ci immergeremo. Non a caso, anche la Realtà Virtuale sviluppata da Google metteva al centro dell’attenzione lo smartphone grazie a Goolge Cardboard.

Facebook, connecting worlds

Tra i prototipi sviluppati dallo stesso Facebook era presente un visore stand alone, in grado di funzionare senza doverlo collegare ad alcun computer o altro device, ma i migliori frutti che la società del social network ha tratto da questa esperienza è stato lo studio e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in grado di riconoscere e mappare l’ambiente. È proprio grazie a questa tecnologia sviluppata che è possibile pubblicare note virtuali in ambienti reali o mappare e rendere 3D vecchie foto, aggiungendo un senso di profondità e un nuovo livello di manipolazione.

Quindi, la spinta di Facebook verso un mondo connesso e condiviso continua con l’estensione di servizi digitali nel mondo reale e con la necessità di creare qualcosa di utilizzabile da tutti, grazie agli sforzi della community e degli sviluppatori. Continua il lavoro sulla VR e sul miglioramento dei servizi offerti dal social network, ma indubbiamente è la AR la nuova priorità della società. Intrigando e coinvolgendo il mondo intero, non è difficile che il futuro risulti effettivamente nella realtà aumentata.

Alessandro d’Amito

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