CURIOSITÀ SULLA GRANDE MURAGLIA CINESE, IL CIMITERO PIÙ LUNGO DEL PIANETA

Denominata in cinese  “Wanli changcheng”, la Grande Muraglia è il monumento più imponente della storia umana. È anche una delle opere più famose  tanto da essere stata inserita nella classifica delle sette meraviglie del mondo moderno. Si trova in Cina e la sua costruzione risale al III sec.d.C., costruzione voluta dall’imperatore Qin Shi Huang, lo stesso noto per aver ideato l’ esercito di terracotta.

Grazie alle più recenti strumentazioni tecnologiche, infrarossi e gps, nel 2009 si è riuscita a identificare la lunghezza dell’opera che risulterebbe essere di  8.851,8 chilometri.

Nel 1987 l’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità.

Questo mostruoso serpente di pietra ha innumerevoli nomi tra cui frontiera, bastione, barriera, fortezze esterne, muro di confine ma può vantarne anche di più poetici e popolari come frontiera violetta o drago della terra.

Costruita per scopi di difesa per limitare le invasioni Mongole dal nord, la Muraglia non ha mai assolto al suo scopo. L’estrema lunghezza, infatti, ha fatto sì che fosse impossibile da presidiare. In più, il suo ideatore non vide mai finita l’ opera che venne portata avanti dinastia dopo dinastia. Si pensi che, iniziata nel III sec. d.C., la sua costruzione terminò solo intorno al 1600.

Seppur nota al mondo intero, sono davvero pochi quelli che conoscono la sua storia e i racconti che nel tempo hanno contribuito a farne una leggenda.

C’è chi sostiene che una primissima struttura delle mura venne iniziata addirittura nell’VIII sec. a.C., più di 2000 anni fa rendendola, quindi, non solo la più lunga ma anche la più antica della storia. Questa gargantuesca muraglia è stata per moltissimo tempo sconosciuta all’Occidente ma anche grazie alla globalizzazione, oggi, il drago di terra è una tappa obbligatoria per tutti coloro che visitano la Cina.

Tra le leggende più note vi è quella secondo cui sia l’unico monumento del pianeta visibile dallo spazio. Tale credenza ha un’origine antica, infatti, nel 1754,  l’archeologo  William Stukeley  in una lettera scrisse:

Questo possente muro di quattro miglia di lunghezza [Vallo di Adriano] è superato solo dalla Muraglia Cinese, la quale fa una notevole figura sul globo terrestre, e potrebbe essere individuata dalla Luna“.

A smentire ciò ci sono le testimonianze di diversi astronauti che avrebbero riferito al quartier generale della NASA di non aver mai notato la serpeggiante costruzione, se non usando il telescopio.

Infatti, pur essendo infinitamente lunga,  la Grande Muraglia è larga meno di 10 metri, pertanto già ad un centinaio di chilometri di altezza, essa è di gran lunga al di fuori del potere risolutivo dell’occhio umano.

Persino l’astronauta Neil Armstrong, nel 2001,  si espresse a riguardo dichiarando che dall’Apollo 11 era impossibile identificare una qualsiasi vicenda umana.

Tra le tante storie si racconta anche che essa sarebbe il cimitero più vasto del mondo. Tale pensiero è dato dal fatto che per la sua costruzione morirono circa 1 milione di persone. Infatti, tra le numerose leggende popolari, vi è una secondo cui la Grande Muraglia sarebbe stata costruita con ossa umane, come struttura portante. L’ unica cosa vera è che a causa della difficilissima realizzazione, nel corso dei secoli una gran quantità sterminata di lavoratori ne rimasero vittime e che vennero per praticità sepolti accanto alle mura.

Che dire, uno dei casi più sconcertanti di morti bianche di sempre.

Oggi questa magnifica opera continua a sgretolarsi essendo praticamente impossibile un intervento di restauro ma sono tantissimi i turisti che ogni anno arrivano a Pechino per poterla visitare. Secondo le statistiche è visitata annualmente da circa un milione di persone.

Mao Zedong, un rivoluzionario e filosofo portavoce del Partito Comunista cinese disse:

” Chi non ha mai scalato la Grande Muraglia, non è un vero uomo”.

Caro lettore, se la tua virilità sta subendo un infimo affronto, non ti resta che partire per una doppia ragione, un panorama mozzafiato e per poter urlare dal punto più alto del serpente di pietra ” io un vero uomo, lo sono”.

 

 

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