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Black Mirror Bandersnatch: oltre il video, oltre il gioco.

E’ passata una settimana ma sul web non si parla altro del fenomeno “Bandersnatch”, il primo film della fortunatissima ed al contempo inquietante serie tv “Black Mirror” che vanta il primato di essere il primo film interattivo sì su Netflix ma non sul web: su YouTube, infatti, sono anni che circolano dei cortometraggi interattivi la quale scelta, per un limite di YouTube stesso, avviene tramite link nei commenti del video caricato.
E’ il caso del film documentario CHOISES, cortometraggio interattivo scozzese uscito nel 2015, commissionato dalla Polizia Scozzese e dalla Young Scot (organizzazione nazionale di informazione e cittadinanza sostenuta dal governo scozzese per i giovani di età compresa tra 11 e 26 anni). Il film mostra l’uso e l’abuso di alcol, droga e tabacco tra i giovanissimi scozzesi e permette a chi sceglie di conoscere il rischio di queste tentazioni con l’intento di sensibilizzare lo spettatore. 

La serie “Black Mirror” conta 4 stagioni, una puntata speciale di natale ed il film sopracitato.

Filo conduttore di tutti questi episodi è il pericolo della tecnologia usata senza controllo che porta ad effetti collaterali indesiderati.

“Black Mirror: Bandersnatch” è ambientato nell’Inghilterra del 1984 e narra la vicenda di Stefan Butler, un giovane programmatore di videogames che purtroppo è un terapia da una psicoterapeuta per via del trauma causato dalla morte della madre. Stefan è un ragazzo paranoico, vede mostri ed ha un rapporto conflittuale col padre la quale figura aleggia nel mistero. Il ragazzo trova in casa un librogame appartenuto alla defunta madre e decide di trasporlo su dati e creare così, con il suo ZX Spectrum, un videogioco per la Tuckersoft, una casa di produzione di videogiochi. Ora spetta a chi non lo ha ancora fatto, a vedere il film e fare le scelte che più vi piacciono perché la storia prenderà delle svolte inaspettate!

Di seguito inizia l’allerta spoiler, quindi chi ha visto almeno uno dei finali può continuare a leggere, mentre invito chi non ha visto il film ad interrompere qui la lettura e ritornare una volta completata la visione poiché elencherò la spiegazione del titolo, qualche mia considerazione, mostrerò alcuni dei riferimenti agli episodi della serie TV, la mappa per tutti i finali e soprattutto il finale segreto!

Proprio il nome, Brandersnatch, non è messo a caso: seppur possa sembrare un nome qualunque o di fantasia, in realtà è stato preso dalle poesie nonsense, e di stampo surrealista, di Lewis Carroll (autore di Alice nel paese delle meraviglie), Jabberwocky e La caccia allo Snark. Carroll stesso dà pochissime (quasi nessuna) informazioni sull’aspetto di questa creatura, lasciando all’immaginazione più totale gli artisti che vogliono riprodurlo.
Di lui sappiamo che ha un collo allungabile e delle fauci tremende ma ciò che salta all’occhio dopo aver visto l’illustrazione creata Peter Newell per “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” (sempre di Carroll) è la notevole somiglianza con il demone PAX che nel film è raffigurato come un leone mostruoso. 

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Bandersnatch inoltre è stato veramente un videogioco, o per lo meno è stato un prototipo mai prodotto. Il lungometraggio di Black Mirror è ispirata ad una storia vera, quella della Imagine Software, casa di produzione di videogiochi con sede a Liverpool che nel 1984 va in bancarotta e non riuscirà più a produrre il gioco. La software house dichiarò, prima del fallimento, che il gioco avrebbe rivoluzionato il mondo dei videogames… ma purtroppo il destino… “ha scelto un’altra realtà”. 

E’ proprio la teoria del multiverso postulata per la prima volta nel 1957 dal fisico statunitense Hugh Everett III l’altra fonte di ispirazione dei creatori di Black Mirror: ma inserendo intrinsecamente considerazioni quali l’esistenza del libero arbitrio, la rottura della quarta parete ci mostra che ogni azione porta ad una scelta precisa e che in realtà non è la sola realtà reale (scusate la cacofonia ma è necessaria)! Esistono contemporaneamente innumerevoli universi che si creano ad ogni bivio che incontriamo ma, come sei ci sdoppiassimo, allo stesso tempo vediamo solo la scelta individuale che esiste contemporaneamente ma indipendemente dalla realtà che state vivendo adesso. In parole semplici, tu caro lettore stai vivendo le scelte fatte finora ma in un’altra dimensione sempre tu stai vivendo sia le scelte “scelte” che quelle alternative o “non scelte” creando infinite e variabili realtà analogamente quando si legge un librogame. Ma questo è un’altro discorso, più complesso.

Tornando al film, per collegare sempre di più le cose, Bandersnatch è pieno di riferimenti agli episodi della serie TV, io ve ne mostro solo alcuni per non rovinarvi il gusto di cercarli.

Il più noto è il videogioco campione di incassi  “METL HEDD”, è un chiaro rimando all’episodio 5 stagione 4 “Metalhead” dove in entrambi i casi c’è il temibile cane robot che va a caccia umani. Lo scopo del gioco è di scappare dal robot.

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L’inquietante glifo del bivio che ossessiona sia il giovane programmatore Stefan Butler che il visionario autore del librogame Jerome F. Davies era presente anche nella puntata “White Bear” (che è anche un altro gioco della Tuckersoft).

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E voi avete trovato altri riferimenti agli episodi oppure a scene del film stesso? 

scrivetecelo nei commenti, siamo curiosi di confrontarli con quelli scovati in redazione!

A venire in vostro soccorso sarà l’utente di reddit EngineeringMySadness che ha creato tutto il diagramma con tutti i bivi. In questo modo sarete facilitati nello scovare i cameo presenti nel film. La mappa è disponibile qui sotto: 

FULL BANDERSNATCH FLOWCHART (All Branches + Story Line + Prerequisites) from blackmirror

PS: A chi di voi è capitato il finale in cui Stefan, sull’autobus per la Tuckersoft, ascolta la cassetta del suo gioco appena terminato? Quei fastidiosi rumori in realtà, se riprodotti con la console ZX Spectrum  (in realtà va benissimo anche un emulatore) generano un QR Code che vi catapulterà sul sito della Tuckersoft, con info e qualche demo! Bisogna ringraziare gli utenti del sito The Wrap per aver scovato questa chicca eccezionale!

Marco Florio

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1 risposta »

  1. 1984 non è un caso… nel film si pensa di avere il libero arbitrio facendo una scelta ma è tutto pilotato dall’inizio…il grande fratello ci guida anche se noi ci sentiamo liberi!!!

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