ATTUALITÀ

IL CONCETTO DI ABITARE IN ANTROPOLOGIA: LUOGHI E NON LUOGHI

Abitare deriva dal latino habitare e significa “avere in modo continuativo”. Valicando i confini puramente linguistici, abitare vuol dire “avere dimora, risiedere in un luogo”. È un atto sociale che concorre a formare l’identità dell’individuo, dei luoghi e della società e può riferirsi ad uno spazio geografico più o meno ampio o ad uno specifico spazio fisico.

Abitare crea habitudo. Ci si abitua al luogo. Si presta attenzione alla sua specificità. Ci si comporta e si aderisce ad uno stile di vita come ad un abito. Questo concorre alla personale comprensione del mondo abitato. La conoscenza del proprio ambiente però si forma anche attraverso il contributo di generazioni di abitanti precedenti. All’insieme delle loro abitudini e conoscenze.

Quindi la scelta del luogo dove abitare è un atto estremamente importante, che ha a che fare con la propria identità.

Ma qual è il significato dell’abitare oggi?

La casa è il luogo per eccellenza dell’abitare ed esistono diversi modi di viverla e di interpretarla, come svariati sono gli stili di vita, le culture e le personalità di chi la abita. La casa, intesa come dimora, è lo spazio della quotidianità, della familiarità, dell’intimità. È un posto sicuro in cui sentirsi a proprio agio e ritrovare sé stessi e la propria armonia interiore, ma è anche un ambiente di relazione, fatto di scambio reciproco e di ospitalità. Queste funzioni contribuiscono a rendere la casa un microcosmo vissuto, carico di personalità, attraverso i segni lasciati dal vivere quotidiano.

Osservando un’abitazione si approfondiscono aspetti come identità, memoria, simboli e significati nascosti.  Per cui ogni casa è unica e ha una storia da raccontare, che può essere svelata dagli arredi e gli oggetti che contiene.

Dal concetto di ‘abitazione’ si arriva a quello culturale di ‘abitare’, si mette al centro dell’analisi la figura dell’‘abitante’, inteso nella sua corporeità, nei suoi modelli di comportamento, nel vivo della sua interazione sociale. Abitare, nel suo significato più ampio, non si limita più all’oggetto-casa, né si esaurisce nell’analisi della vita quotidiana che l’attraversa, ma è un processo che ha a che fare con l’esperienza passata, presente e futura delle persone.

L’esperienza dell’abitare incontra non solo lo spazio della casa, ma anche quello più ampio e relazionale dei paesaggi, dei quartieri sottoposti a continua trasformazione, degli spazi sempre più connotati da differenti culture.

Il concetto di abitare, quindi, si trasla sui non luoghi, ossia gli spazi di transito, di attraversamento, che sono pensati a prescindere dalla relazione. Non sono luoghi prettamente identitari, cioè non sono spazi in cui ci si riconosce come appartenenti.

Il non – luogo: è uno spazio privo delle espressioni simboliche di identità, relazioni e storia: esempi tali di ‘non luoghi’ sono gli aeroporti, le autostrade, le anonime stanze d’albergo, i mezzi pubblici di trasporto […]. Mai prima d’oggi nella storia del mondo i non luoghi hanno occupato tanto spazio.

Z. Bauman, Modernità liquida, 2002

Oggi spazi come l’aeroporto, la stazione, l’autogrill, il grande supermercato sono entrati nella quotidianità degli individui e sono pensati come degli incroci di mobilità, dove il rapporto principale si svolge tra il luogo e l’individuo, non tra gli individui all’interno di questo luogo. Naturalmente poi ogni non luogo può diventare un luogo per qualcuno.

I non luoghi sono incentrati solamente sul presente e sono altamente rappresentativi della nostra epoca, che è caratterizzata dalla precarietà, dalla provvisorietà, dal transito e dal passaggio e da un individualismo solitario. Le persone transitano nei non luoghi ma nessuno vi abita.

Nonostante siano fatti in serie, i non luoghi solitamente non sono vissuti con noia. Riconoscendo degli elementi simili in ogni parte del mondo, si instaura un rapporto di riconoscibilità del non luogo. Ad esempio il franchising, ovvero la ripetizione infinita di strutture commerciali simili tra loro, nasce proprio con questa finalità. Gli utenti non si preoccupano del fatto che i centri commerciali siano tutti uguali, potendo godere della sicurezza prodotta dal poter trovare in qualsiasi angolo del globo la propria catena di ristoranti preferita o la medesima disposizione degli spazi all’interno di un aeroporto.

Se in parte i due rapporti si sovrappongono, dall’altro non si confondono perché i non luoghi creano una contrattualità solitaria, mentre il luogo antropologico crea un sociale organico.

Quindi pur essendoci degli elementi riconoscibili, che rendono un non luogo assimilabile per percezione ad un luogo, lo spazio di queste aree non crea identità singola, neppure relazione: soltanto solitudine e somiglianza.

Spostando l’attenzione sul concetto di abitare oggi, a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 si è compreso come le attuali abitazioni e gli spazi di socialità, si sono rivelati insufficienti a soddisfare i nuovi bisogni di famiglia, lavoro e convivialità.

Cambiano non solo le regole dell’abitare, ma anche la progettazione di quartieri, edifici e condomini. Tutto si modifica tendendo al rispetto per l’ambiente, per la nostra salute e per le dinamiche vissute all’interno delle abitazioni.

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