CULTURA

IL POTERE EDUCATIVO DELLA BELLEZZA E DELLA LEGALITA’

Che cosa è la bellezza? Da questo interrogativo sono scaturite diverse riflessioni che hanno attraversato i secoli e hanno coinvolto pittori, letterati e filosofi.

William Hogarth voleva dimostrare nel suo trattato  “L’analisi della bellezza”  (1752) attraverso “esperimenti estetici” e meticolosi ragionamenti che la bellezza  fosse una combinazione di linee curve ed armoniche, seducenti per l’occhio e per la mente.

Lo scrittore russo Dostoevskij affermava invece che: “l’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo”.

La bellezza non è soltanto qualcosa di estetico, ma è una dimensione anche morale, dalla quale l’essere umano, non può prescindere.

Peppino Impastato, giornalista e attivista siciliano, famoso per le sue battaglie contro la mafia a seguito delle quali, verrà assassinato a soli 30 anni, lanciò un vero e proprio appello alla bellezza e al suo potere educativo e liberatorio.

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. 

All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità: si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre.

È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.

(Peppino Impastato)

Il giovane di Cinisi, ci invitava a riflettere sulla bellezza intesa come un’arma potente capace di combattere la rassegnazione, la paura e l’omertà.

Le sue parole sono diventate un monito per tutti noi.

Una lunga battaglia che ci vede coinvolti nel quotidiano e che ci costringe a guardarci dentro.

Perché la bellezza da difendere con le nostre mani è anche quella del nostro Paese, dei luoghi a noi cari, delle spiagge, vittime innocenti della inarrestabile speculazione edilizia, delle trivellazioni, dei disastri ambientali.

La bellezza è nel coraggio di denunciare e di non ignorare quello che succede intorno.

Le parole di Peppino Impastato pronunciate mentre lottava contro la realizzazione della terza pista dell’aeroporto di Palermo insieme ai contadini ai quali erano stati espropriati i campi, devono diventare le nostre parole e devono risuonare nelle nostre coscienze.

La bellezza anche nelle parole di Paolo Borsellino pronunciate durante i funerali di Giovanni Falcone:

La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

Paolo Borsellino

 

Paolo Borsellino sarà ucciso – come Falcone – dalla mafia due mesi dopo.

Il giudice di Palermo riscopriva il valore della bellezza nella libertà di coscienza che si oppone al puzzo dell’indifferenza.

La lotta alla mafia deve essere un’attività culturale collettiva, di squadra, di gruppo.

C’è ancora tantissimo da fare. La mafia è un tumore non ancora sconfitto. Per questi motivo è importante e necessario educare la gente e in modo particolare le giovani generazioni alla bellezza, alla legalità.

Non c’è arma più potente della bellezza per ribellarsi. Per riuscire a smascherare le ingiustizie e i soprusi, sconfiggere ogni tipo di mafia, ridare dignità al nostro Paese, al nostro inestimabile patrimonio culturale, il cui godimento rimane un diritto di tutti.

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