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INTERVISTA AD ANTONIO MONTEMURRO, REGISTA DI ”PITAGORA E IPPASO DA METAPONTO”

Molteplici sono stati negli ultimi tempi gli spettacoli su Pitagora e la poetica dei numeri primi. Molti di questi hanno avuto sede proprio a Metaponto, la città nella quale il poliedrico genio di Samos fondò la sua Scuola e lì dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Dopo aver ospitato il 22 Giugno presso il tempio di Hera il grande Piero Angela e il matematico Piergiorgio Odifreddi, inaugurando così la terza grande mostra del programma di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 “La Poetica Dei Numeri Primi. Da Pitagora agli algoritmi”,  il 20 luglio andrà in scena un inedito spettacolo dal titolo ‘’Pitagora e Ippaso da Metaponto’’ di Antonio Montemurro.

Il regista e direttore artistico della Compagnia Talia Teatro, ci ha spiegato:

Il mio lavoro è una tragedia, scritta secondo il modello euripideo. Mette a fuoco l’ultimo periodo della vita di Pitagora, a Metaponto, dove morì. Vi si espongono i temi centrali della sua filosofia, nonché il difficile rapporto con Ippaso, suo allievo, di Metaponto, “reo” di aver scoperto i numeri irrazionali.

Metis Magazine lo ha intervistato per voi.

Totus mundus agit histrionem – Tutto il mondo è un palcoscenico. Come ha avuto inizio la sua vita su di esso?

Tutto è cominciato nel 1992, al Liceo Scientifico Dante Alighieri di Matera, dove rappresentammo, con i miei alunni di quarta classe, “Vita di Galilei” di Bertold Brecht. Ebbi modo, in quella occasione, di verificare come il teatro avesse una enorme potenzialità didattica ed educativa sui giovani. Essi si ritrovarono a studiare la Storia del Seicento, i rapporti fra Chiesa e Scienza, Galilei, il teatro brechtiano … senza sforzo alcuno, ma animati da una gran voglia di apprendere. Fu un’esperienza indimenticabile. Da lì nacque l’idea di fondare Talia Teatro, cosa che feci nel Settembre del 1994.

Come nasce l’idea di portare in scena questa rappresentazione?

Già due anni addietro si parlava del 2019 come l’anno di Pitagora e delle manifestazioni correlate alla figura del grande matematico di Samo. Mi misi quindi all’opera per la scrittura del testo, ricorrendo alle notizie, purtroppo scarse e frammentarie, circa la figura del grande filosofo e quella, ancor meno conosciuta, di Ippaso da Metaponto.

Chi era Ippaso e che rapporto aveva con Pitagora?

Ippaso era un allievo di Pitagora, o meglio un “discepolo”, come il Maestro preferiva chiamare i suoi seguaci. Sulle prime egli si conquistò la stima del maestro con la costruzione del dodecaedro regolare e con la dimostrazione che poteva essere inscritto nella sfera. Poi scoprì i numeri irrazionali, sfruttando lo stesso teorema di Pitagora e attribuendo a se stesso questa scoperta e non al maestro, come tutti erano soliti fare nella Scuola pitagorica. Pitagora, quando venne a conoscenza di questa scoperta, sentì “sprofondare la terra sotto i piedi”, perché toccò con mano l’inadeguatezza del suo pensiero matematico. Ippaso divenne ai suoi occhi un pericolo, un nemico, un traditore dei suoi principi scientifici e religiosi. Decise perciò di allontanarlo definitivamente dalla Scuola. Due suoi discepoli, Liside e Archippo, ritennero necessario, per il mantenimento della segretezza, eliminare fisicamente Ippaso.

Che potenzialità ha visto in questa storia e perché ha deciso di scommettere su questo progetto?

La storia qui narrata si mantiene piuttosto fedele alle notizie storiche nella sua prima parte, per cedere poi il passo ad una parte più romanzata, che vede in Ippaso un precursore ante litteram della Scienza moderna. Vi si affronta, pertanto, il tema attualissimo del rapporto fra Scienza e Religione, alludendo al dramma storico dell’Inquisizione in Europa, che tante vittime avrebbe procurato fra coloro che dal Medio Evo al Settecento, si sarebbero occupati di Scienza.

Quali sono i suoi ruoli preferiti?

Il personaggio che avrei preferito interpretare è quello di Ippaso. Per motivi di età, l’ho lasciato invece al trentenne Marco Floridia, uno dei miei attori più bravi, “punendomi”, per i miei anni, a interpretare Pitagora.

Quali sono le difficoltà più grandi che ha riscontrato?

La difficoltà più grande è stata la burocrazia. Le incombenze a cui è necessario adempiere per questa serie di rappresentazioni non sono facilmente immaginabili da parte della maggior parte della gente. Poi una grande amarezza: questo allestimento è stato completamente ignorato dalla Fondazione per Matera Capitale Europea della Cultura. Questo mi sento di dire sia come materano che come operatore culturale dal 1994 ad oggi.  

In giro troppe cose già viste, meglio le regie classiche?

Non parlo del lavoro degli altri. Ne ho assoluto rispetto. Preciso soltanto che Talia Teatro produce spettacoli tradizionali, non sperimentali, perché ritiene che il primo passo che i giovani devono compiere sia quello di avvicinarsi al teatro classico, tradizionale appunto. Un teatro, cioè, che abbia il suo punto di forza in un testo ben scritto e colmo di insegnamenti utili per una crescita vera ed equilibrata.

Si parla ancora di crisi, soprattutto nel mondo del teatro. Da quali fattori può dipendere: spettacoli, informazione, promozione oppure la mancanza di una cultura del pubblico?

Il teatro occidentale, nato con i greci, ebbe sulle prime la funzione di coinvolgere il pubblico, istruendolo e coinvolgendolo nelle trame dello spettacolo. Si pensi a questo proposito alla catarsi di Aristotele. Successivamente è diventato un ritrovo per gli strati più alti della società, per pochi. Per far in modo che il teatro sia un posto frequentato da tutti, sono necessarie, per quello che è la mia esperienza di questi ultimi venticinque anni, informazione, formazione, cultura vera, magari condite con divertimento. Lo scopo è quello di avvicinare la gente ai grandi temi culturali senza annoiarlo … senza che se ne accorga, divertendolo appunto.

Per quale ragione questo potrebbe essere uno spettacolo da non perdere?

Non ho la presunzione di pensare che questo sia uno spettacolo da non perdere. Ritengo semplicemente che assistervi possa essere molto utile, sia per i giovani, che per i meno giovani. “Pitagora e Ippaso da Metaponto” rappresenta una delle nostre radici. La figura di Ippaso, metapontino, poco conosciuto, viene messa in evidenza come quella di uno dei matematici più grandi del mondo antico.   Oltre che a divertire, questo spettacolo mira a dare allo spettatore gli stimoli giusti per l’approfondimento ulteriore sui testi che trattano le tematiche a cui il copione fa riferimento.

Quale sensazione ha prima di andare in scena?

Prima di andare in scena, come tutti gli attori, provo una grande emozione. Penso che questo accade a tutti quelli che si accingono a esibirsi davanti ad un pubblico. Questo stress, se tenuto opportunamente sotto controllo, non è nocivo. Anzi è utile, perché a teatro, più che nel cinema, all’attore viene richiesta una concentrazione continua della durata di due ore, senza pause, senza cali o distrazioni. Tale da provocare, se si è lavorato bene, un bel mal di testa alla fine di ogni spettacolo. Pertanto lo stress diventa in questo modo un mezzo per raggiungere il livello ottimale della concentrazione.

E quando il sipario si chiude?

Quando il sipario si chiude, il primo momento è di sollievo, perché termina lo sforzo di concentrazione di cui parlavo. Poco più tardi, quando si mangia una pizza con gli altri attori del cast, la sensazione è di una velata malinconia per la fine di quei momenti magici … momenti e sensazioni che solo il teatro sa regalare.

 

 

Lo spettacolo si terrà:

METAPONTO
Tempio di Hera, Tavole Palatine
20,25 e 30 luglio 2019
20:30

MATERA
Ex Ospedale San Rocco Piazza San Giovanni
3,10,19 Agosto 2019
20:30

I giorni 20 luglio e 3 agosto lo spettacolo sarà preceduto, alle ore 18:30, da una agorà sul tema: “Ippaso da Metaponto contra Pitagora: la scoperta dell’infinito”, organizzata da Talia Teatro in collaborazione con la AFI e con l’Associazione Culturale Ad Pitagoram.

Per informazioni: 331 7995953
Prevendita: Edicola Lamacchia in Piazza Vittorio Veneto a Matera;
Lido delle Sirene a Metaponto Lido.

 

 

@copyright foto copertina

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